martedì 1 dicembre 2009

L'album del mese: Kylie Minogue

Caratteristiche tecniche

Titolo: Kylie Minogue
Artista: Kylie Minogue
Anno di pubblicazione: 1994
Produzione: Brothers in Rhythm, Pet Shop Boys, Jimmy Harry, M. People, Derry Deveux
Etichetta: Deconstruction Label

Con i grandi successi degli anni 80 ("Kylie" '88, "Enjoy yourself" '89) e la consacrazione mondiale nei primi anni 90 ("Rhythm of love" '90, "Let's get yo it" '91) la dolce Charliene di "Neighbours" (famosissima soap-opera australiana fucina di talenti tra le quali Holly Valance e Natalie Imbruglia) diventa una delle più grandi artiste femminili del pop. Classificata dai maligni come "fenomeno musicale passeggero" la "mini diva tascabile", a soli 4 anni dal primo album lancia il suo primo "Greatest hits" di grande successo trainato da 2 singoli inediti: "What kind of fool (heard all that before)" (nel cui video la Minogue omaggia il regista Stanley Kubrick interpretando il famoso personaggio di Lolita) e la cover dei Kool and the gang "Celebration".
Scoperta dal super trio di produttori più in voga alla fine degli anni 80 Stock/Aitken/Waterman, la cantante intuisce fin da subito quanto il connubbio musica-immagine sia importante nel mondo pop, ed infatti da un look "acqua e sapone" degli esordi passa ad un immagine più aggressiva e sensuale con il cambio di decennio. E di pari passo va la sua musica.
Ma come in tutte le belle storie, arriva il momento della caduta.
Nel 1993 la Minogue lascia l'etichetta Pwl ed entra nella Deconstruction Label, un'etichetta indipendente inglese che intende lasciarle libero sfogo artistico.
"Kylie Minogue" è il risultato di quasi 14 mesi di lavorazione, un'album che segna la profonda maturazione artistica della cantante, ma anche il suo declino nella scena musicale mondiale. Nell'album è palpabile il cambiamento, si intuiscono come in un sogno premonitore gli anni bui e difficili che la cantante dovrà affrontare (l'insuccesso, il suicidio dell'allora compagno Micheal Hutchence, la depressione).
Liriche profonde e drammatiche, musica rinnovata e matura tanto da risultare atipica e in anticipo sui tempi, la Minogue si avventura in un nuovo percorso vocale, dando libero impulso alla sua naturale estensione da mezzo soprano risultando credibile e gradevole, a discapito però della varietà del cantanto che risulta troppo simile nelle varie e differenti canzoni.
Nell'album vengono affrontate le svariate sfaccettature dell'amore: dai momenti totalizzanti e felici dello stare insieme, ai momenti di crisi profonda, fino anche ai momenti maliconico/riflessivi della fine di un rapporto.
Purtroppo "Kylie Minogue" non fu recepito e compreso da pubblico e critica e a livello di vendite fu davvero un mezzo fiasco, testimonianza del fatto che quasi sempre gli artisti rimangono vittime della propria stessa immagine. Quando si tenta di fare qualcosa di innovativo rispetto al precedente, il pubblico non reagisce quasi mai positivamente.
Ciò nonostante è da considerarsi a tutt'ora il miglior album della cantante australiana di tutta la sua carriera. Profondo, intenso, innovativo.
Sono da segnalare la drammaticissima "Confide in me", la ballata "Put yourself in my place", la sperimentale "Falling" e la struggente e malinconica "Where has the love gone?".

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