Volere l'irraggiungibile Molti di noi nella vita puntano al massimo, semplicemente perchè ambiziosi e con grandi sogni da realizzare. E crediamo che sia una cosa giusta, perchè mettiamo noi stessi in gioco e se riusciamo ad avere un riscontro la nostra autostima di sicuro si rafforza. A volte però,quando siamo catturati all'interno del "gioco delle parti", commettiamo qualche passo falso, sia esso volontario o involontario. E quando ci capita tutto quello che faticosamente abbiamo costruito sembra perduto. Sembra appunto. Perchè fino alla fine siamo sospesi tra l'insicurezza della perdita e la speranza della vittoria. E ciò in noi provoca una reazione duplice. Da una parte ci disperiamo perchè sembra una situazione che non si risolverà mai e la tensione derivante da questo ci logora. Dall'altra però proviamo una sorte di piacere sadico perchè ci stuzzica l'idea di ciò che non è ben definito. Sono reazioni pienamente umane e il più delle volte non sappiamo se sia un bene o un male provare tali sensazioni.
Ma allora è un bene o un male battersi fino allo stremo delle forze per raggiungere l'irraggiungibile?
Credo che indipendentemente dal risultato vale la pena buttarsi in questa avventura. Ci permette di prendere coscienza dei nostri limiti e delle nostre certezze. Se poi l'essere irragiungibile si comporta da tale non dobbiamo colpevolizzarci. Proprio perchè puntiamo al massimo diamo il massimo. Per trovare la nostra felicità siamo disposti a soffrire anche un pò. Tutto quello che si da, prima o poi torna indietro.

Nessun commento:
Posta un commento