martedì 20 ottobre 2009


Il fiore del deserto

Tutti noi nella nostra vita corriamo. Ci affrettiamo verso il nostro futuro, fatto di incertezza e di duro lavoro. Anche se siamo consapevoli del fatto che il nostro cammino è fatto anche di dolore, noi comunque lo affrontiamo sicuri di arrivare a quel "successo" che ci prefiggiamo di ottenere. Lungo in percorso però tante volte ci lamentiamo, ci sentiamo tristi perché non c'è nessuno accanto a noi che possa aiutarci nella nostra corsa. Che si tratti di una voce amica, dell'altra metà della propria anima o un entità superiore. E per questo noi soffriamo. Chi conosce, come me, il dolore derivante dalla solitudine, riconosce all'istante quel qualcuno di speciale che gli si presenta davanti agli occhi. Quello che all'inizio si chiama amico, poi diventa migliore amico ed infine fratello (o sorella che dir si voglia, i confini sono molto labili).
Quanto ci sentiamo liberi e felici nel tenere in mano il fiore del deserto?
Proviamo una gioia immensa nel sentire il profumo di questo regalo che questo arido pianeta ci offre, e ne siamo riconoscenti. Ed ogni volta che la sentiamo, quella fragranza ci da l'idea di non sentirci soli nella lunga corsa della vita. Noi non siamo soli, abbiamo il nostro fiore del deserto che ci prende per mano e che corre con noi. E quelle tre parole, sia pur abusate e scontate, sono sempre belle da dire e sentire.
Ti voglio bene.




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